Ashtanga Vinyasa Yoga


Uno yoga dinamico che richiede impegno, modella il corpo e lo depura profondamente bruciando tossine.
Il respiro sincronizzato al movimento è il cuore dell’ Ashtanga Yoga e ci aiuta a ritrovare calma e chiarezza mentale.
Praticando con costanza si inizia ad essere presenti a sé stessi e passo dopo passo ci si avvicina ad un’etica e ad un’ecologia del vivere.

Carla Ricci ha iniziato a praticare Ashtanga Vinyasa Yoga seguendo il metodo tradizionale, che ha poi arricchito dedicandosi per anni allo studio di metodi, come la dinamica delle spirali e l’anatomia applicata allo yoga, che aiutano ad evitare danni muscolari ed articolari durante la pratica.
Insegna questo stile di yoga da 31 anni, accompagnando gli allievi ad un ascolto svuotato dalla competizione e dall’esecuzione esteriore, stimolando l’attenzione a sentire le possibilità del nostro corpo e ad accoglierne i limiti.
Nell’insegnare dà una grande attenzione alla respirazione e una cura speciale ad evitare danni fisici.

Una breve descrizione per comprenderne gli aspetti e la diversità dalle altre forme di yoga dinamico

Nella tradizione: l’Ashtanga Vinyasa yoga è una delle numerose forme di Hatha yoga.
Sia la scelta delle le posture yoga (asana) che la scelta del tipo di respirazione (pranayama) e tutti gli altri elementi di questa pratica, sono frutto dell’insegnamento di Guru Sri T. Krishnamacharya , Maestro di Sri K. Pattabhi Jois.
Il corpo viene vissuto come il tempio dell’esperienza yoga e come tale abbiamo il compito di mantenerlo in buona salute.

Il vinyasa : ciò che caratterizza questo tipo di yoga è il sistema del Vinyasa che significa conteggio dei respiri uniti ai movimenti fluidi
e dinamici, per entrare e uscire dalle posizioni yoga.

La respirazione: il respiro (nella tecnica di Ujjayi pranayama) è il cuore di questo yoga e collega un asana (postura) all’altro in ordine preciso. Dall’ unione del movimento con il respiro si produce nel corpo un intenso calore che aiuta la circolazione del sangue e della linfa, mentre le tossine vengono eliminate attraverso il sudore. Viene stimolato così il nutrimento di tutte le cellule mentre il corpo libera ormoni benefici e sali minerali preziosi per la nostra salute.
Quando respiro e movimento fluiscono senza sforzo ed in perfetta armonia, allora la pratica si evolve nella leggerezza di una meditazione in movimento.

Le sequenze di posizioni: ci sono sequenze fisse di posizioni che l’insegnante propone senza variazioni nel rispetto della tradizione.
La prima sequenza (yoga chikitsa) è considerata disintossicante e terapeutica per tutti gli organi interni e importante per l’allineamento del corpo.
La seconda sequenza (nadi shodhana) fortifica e purifica il sistema nervoso e le nadi, i “piccoli fiumi” di energia sottile che percorrono il nostro corpo.
Le sequenze seguenti (stira bhagah samapta) associano forza e grazia nella pratica, richiedendo il più alto grado di flessibilità e di umiltà.

Un percorso di risveglio che va in profondità
Praticando con costanza e senza aspettative, potremo portare l’esperienza vissuta sul tappetino con disciplina e devozione nel nostro quotidiano.
Solamente quando vivremo appieno e senza impedimenti l’esperienza degli otto (ashtu) rami (anga) dello yoga secondo gli Yoga Sutra di Patanjali, testo classico e fondamentale nella pratica yoga,  potremo iniziare un sincero percorso di Ashtanga Yoga.
Altrimenti viviamo nell’ignoranza e stiamo praticando ginnastica nella convinzione di praticare yoga.

“Il massimo ideale dello Yoga è quello di compiere le azioni senza desiderio di una ricompensa personale, ma di offrire piuttosto i frutti a Dio. Compiere le azioni con la mente rivolta al loro risultato espande l’ego e ci tiene legati all’idea di un io e di un mio, mentre l’offrirne i risultati a Dio, ci porta ad abbandonarci al volere divino e a liberarci dall’idea di un Sé separato da noi stessi.”
Sri K. Pattabhi Jois*
*Citazioni dal libro “Yoga Mala”, di Sri K. Pattabhi Jois